Il King‚€™s House Hotel Resort rappresenta una delle nuove e moderne strutture alberghiere del caratteristico litorale Jonico-Etneo, situato sulla parallela del lungomare di Fondachello in Mascali a 200 metri dall‚€™affascinante spiaggia...  
 
Castelli in Sicilia
Hotel King's House

Siamo una struttura alberghiera situata a 10 minuti da Taormina a 15 minuti da Acireale, per gli appassionati dei castelli medievali proponiamo tre notti per visitare i castelli in provincia di Catania e Messina.
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Castel Mola (Taormina)


Il paese piccolo e ben conservato si trova sulla cima di un cocuzzolo a strapiombo sul mar Ionio a 36 km da Messina e a 49 da Catania. A pochi km da Taormina. Il punto pi√Ļ elevato si raggiunge salendo per un sentiero, dalla piazza principale del paese, la Piazza Sant'Antonino, fino ai ruderi di un castello. Sulla piazza esiste un belvedere che offre una splendida vista sulla costa ionica e sulla citt√  di Taormina, sul mare e sulla costa Calabra.
Del castello restano i ruderi delle poderose mura normanne, e non √® possibile stabilire con esattezza l‚€™epoca di costruzione. L‚€™unico elemento certo, in merito all‚€™edificazione di quest‚€™opera difensiva, proviene dalla dicitura greco bizantina del X secolo, incisa nella lapide marmorea posta sulla facciata del duomo, che recita: ‚€œquesto castello fu costruito sotto Costantino, patrizio e stratega di Sicilia‚€�. Nonostante questo faccia presumere una collocazione in epoca medioevale la maggior parte degli storici concorda con una pi√Ļ antica edificazione nel periodo romano. Nel 1334, sotto il regno di Pietro d'Aragona, fu cinto di mura e reso inaccessibile per essere utilizzato come fortezza e prigione funzionale anche alla vicina Taormina. Il castello di Mola fu per secoli l'anello pi√Ļ forte della catena difensiva peloritana composta dai manieri di Milazzo, Ficarra, Tripi, Castroreale, Castiglione e Francavilla; rappresentando per i diversi conquistatori il punto nevralgico da espugnare per assumere il controllo del territorio. Altro riferimento storico proviene dall‚€™emblema posto sulla sommit√  dell‚€™arco d‚€™ingresso che presenta la dicitura: ‚€œCastello fedele a Sua Maest√  ‚€“ anno 1578‚€�. La suggestiva area del castello trasmette ancora, a chi osserva dall'alto delle sue mura, emozioni intense e acquista ulteriore fascino durante gli spettacoli di falconeria che si tengono fra le rovine.

Castello Ursino (Catania)


Il Castello Ursino fu voluto da Federico II di Svevia e sorse fra il 1239 ed il 1250.[1] L'imperatore aveva pensato il maniero all'interno di un pi√Ļ complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale (fra gli altri anche il castello Maniace di Siracusa e quello di Augusta sono riconducibili allo stesso progetto) e come simbolo dell'autorit√  e del potere imperiale svevo in una citt√  spesso ostile e ribelle a Federico. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all'architetto militare Riccardo da Lentini che lo realizz√≤ su quello che allora era un imprendibile promontorio di roccia sul mare, collegata con un istmo alla citt√  ed alle mura cittadine. Fu dotato anche di un imponente fossato e ponte levatoio. Probabilmente il nome di "Ursino" dato al castello deriverebbe da Castrum Sinus ovvero il castello del golfo

Aci Castello


Si narra che Aci Castello e le altre Aci traggano la propria origine da Xiphonia, misteriosa citt√  greca scomparsa, probabilmente oggi in comune di Aci Catena. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d'amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana esisteva una citt√  chiamata Akis, che partecip√≤ alle guerre puniche.

La storia della medievale Jachium e poi dell'araba Al-Yag coincide strettamente con quella del Castello di Aci da cui si può desumere buona parte degli avvenimenti storici ed a cui si rinvia.

Di questo periodo √® la fondazione del Santuario di Valverde. La storia di Aci Castello sar√  praticamente condivisa fino al XVII secolo con quella degli altri casali del territorio di Aci a cui si pu√≤ far riferimento.

Castello arabo-normanno Calatabiano

Castello arabo-normanno

Il castello fu costruito dagli arabi e successivamente rimaneggiato dai normanni. Per la sua grande importanza militare svevi e aragonesi vi apportarono migliorie difensive. Alla famiglia dei Cruyllas si deve l‚€™ampliamento che port√≤ la fortezza alle dimensioni attuali. Di maggior interesse sono il portale di ingresso, costituito da un arco a sesto acuto di pietra arenaria e pietra lavica, e il "Salone dei Cruyllas", diviso simmetricamente da un arco in pietra lavica il cui concio reca le insegne della famiglia. Nella parte pi√Ļ elevata del maschio si trova un‚€™uscita di emergenza sul pendio pi√Ļ ripido e difficilmente accessibile del monte. Solo qualche rudere rimane invece del borgo abbandonato nel 1693.

Castello di Nelson (Maniace)

L'Abbazia di Santa Maria di Maniace (chiamata anche Ducea di Nelson, Castello di Nelson e Ducea di Maniace) si trova al confine fra i comuni di Bronte e Maniace, in provincia di Catania. Fu fondata dalla regina Margherita di Navarra nel XII secolo. Verr√  donata insieme al feudo nel 1799 da Ferdinando di Borbone all'ammiraglio inglese Horatio Nelson. Oggi il complesso √® stato musealizzato.
La storia della fondazione del cenobio Santa Maria di Maniace è avvolta da un alone di mistero.
Molto probabilmente sul luogo esisteva un piccolo borgo fortificato in epoca romana e poi bizantina. Il nome deriva dal generale Giorgio Maniace che, inviato in Sicilia dall'imperatore Michele IV nel 1038. Nel 1040, con al seguito un esercito composto da bizantini, lombardi e normanni, Maniace avrebbe affrontato in questo luogo truppe musulmane. Lo scontro dovette essere tremendo, tanto che il fiume vicino - da allora chiamato appunto Saracena - si colorò di rosso a causa del sangue versato. A vittoria ottenuta per ringraziare la Madonna, il generale fece costruire un piccolo cenobio e vi donò una icona che - narra una leggenda - sarebbe stata dipinta da San Luca [1]. La prima citazione storica fu quella di Edrisi che ne parlava nel 1150, citandola come Manyag o Giran ad-Daqiq[2] (o Ghiran ed-Dequq, cioè "Grotta della Farina"). Secondo altre fonti, Maniace avrebbe fondato direttamente un borgo, a presidio della trazzera regia.


Castelli in Sicilia



 
 
Latitudine   37.765649435829054     Longitudine  15.21649478851316